Sei punti in tre partite, secondo posto virtuale del Girone C, miglior difesa del lotto di testa. Il bilancio del Bari dopo tre giornate di Serie C racconta una squadra in costruzione ma già con un'anima precisa: quella voluta da mister Rastelli. Proviamo ad analizzare, reparto per reparto e tema per tema, cosa funziona e cosa deve ancora crescere in vista del derby di Altamura e del prosieguo del campionato.

I numeri: una partenza da playoff

Due vittorie interne (3-0 alla Cavese, 1-0 al Casarano) e una sconfitta esterna (3-0 a Barletta). Quattro gol fatti e tre subiti, con la curiosa statistica di aver tenuto la porta inviolata in entrambe le gare del San Nicola e di averla invece vista violata tre volte nell'unica trasferta. Sei punti in tre gare proiettano il Bari a una media da 76 punti stagionali, ampiamente da playoff. Certo, il campione è piccolo e il calendario ha proposto avversari di fascia diversa, ma partire con il piede giusto era fondamentale dopo un'estate di rivoluzione.

La difesa: il vero tesoro

Il dato più confortante arriva dalla fase difensiva. Il terzetto Mantovani-Benvenuti-Gomez ha trovato subito affiatamento e Cerofolini alle spalle trasmette sicurezza a tutto il reparto. Due clean sheet in tre partite non sono un caso: il Bari concede poco e, quando concede, trova un portiere in stato di grazia. La nota stonata resta la serata di Barletta, dove la linea è stata presa d'infiltrazione troppe volte sulle corsie esterne. Rastelli ci ha lavorato in settimana e contro il Casarano i quinti di centrocampo non hanno concesso un solo cross pericoloso. La strada sembra quella giusta.

Il centrocampo: muscoli sì, fantasia a intermittenza

Celli in cabina di regia garantisce ordine e geometrie, Colangiuli ed Esposito portano gamba e strappi, Marfella dovrebbe garantire gli inserimenti. Il problema è la continuità di rendimento: Esposito alterna giocate da categoria superiore a pause inspiegabili, Marfella non si è ancora visto ai livelli dello scorso anno. Manca forse un interditore puro per le trasferte più sporche, quelle dove il palleggio non basta. Il mercato è chiuso, quindi la soluzione deve arrivare dal campo: la crescita di Esposito, classe 2008, è la chiave di tutto il reparto.

L'attacco: Bianchi c'è, gli altri?

Due gol in tre partite e una presenza costante nel gioco: Flavio Bianchi è già il leader offensivo che il Bari cercava. Il problema è tutto quello che gli sta intorno. Elia crea tanto ma finalizza poco, Della Morte all'esordio è parso avulso dal gioco, Butic scalpita dopo le due gare fuori. Il 3-5-2 di Rastelli produce occasioni — contro il Casarano ne sono arrivate almeno cinque nitide — ma la percentuale realizzativa deve crescere. Con un solo gol subito nelle ultime due gare, anche un attacco al 50% basterebbe per vincere molte partite. Ma nelle trasferte che contano servirà cinismo da grande squadra.

Il fattore San Nicola

Oltre 15.000 spettatori contro il Casarano in una serata di inizio settembre: il popolo biancorosso ha già capito che questa squadra merita fiducia. Il San Nicola si conferma un fortino — due vittorie, zero gol subiti — e il calore della curva è un fattore che sposta gli equilibri in un campionato equilibrato come la Serie C. La sfida ora è esportare questa solidità lontano da casa, a partire dal Tonino D'Angelo di Altamura.

Il confronto con le rivali

Il Girone C si conferma una giungla: Potenza, Picerno e Sorrento viaggiano a punteggio pieno, il Barletta segna a raffica, il Catania arranca in fondo. In questo contesto, il Bari ha qualcosa che molte concorrenti non hanno: l'equilibrio. La miglior difesa tra le prime, un attacco che produce anche quando non segna, una panchina lunga con soluzioni diverse — Tribuzzi per blindare, Partipilo per strappare, Butic come alternativa al nove. Le rivali hanno forse più talento nei singoli, ma poche hanno la struttura di squadra che Rastelli sta costruendo. E nei campionati lunghi, la struttura batte quasi sempre il talento.

La gestione di Rastelli: polso e idee chiare

Il tecnico sta mostrando due doti preziose: la calma nelle scelte e il coraggio di insistere sulle proprie idee. Dopo Barletta, chiunque avrebbe rivoluzionato tutto; lui ha corretto i dettagli — distanze tra i reparti, aggressività dei quinti — senza snaturare il progetto. La gestione dei nuovi è altrettanto saggia: Della Morte buttato subito nella mischia per responsabilizzarlo, Esposito coccolato nonostante gli errori perché il talento va protetto. I tifosi lo hanno capito e lo sostengono: al San Nicola non si è mai levato un fischio, nemmeno nei minuti più complicati contro il Casarano. Quando ambiente e allenatore remano dalla stessa parte, i risultati arrivano.

Il calendario che viene

Altamura fuori, Potenza in casa, Sorrento fuori: le prossime tre giornate diranno chi è davvero questo Bari. L'Altamura ha iniziato forte e il derby dell'Alta Murgia sarà un test di maturità; il Potenza capolista al San Nicola profuma di scontro diretto anticipato. Se tra tre settimane i biancorossi saranno ancora nei primi cinque posti, si potrà iniziare a parlare apertamente di obiettivi importanti. Per ora, testa bassa e pedalare: l'identità c'è, i cantieri restano aperti ma i lavori procedono spediti.

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